Roberto Tommasi, artista di paesaggio e natura morta

Roberto Tommasi, artista che nei paesaggi e nella natura morta da sempre trova ispirazione. Il regno del creato diviene poesia palpabile, in tocchi cromatici e luci aeree pregne di quella sensibilità che l’artista trasferisce alle sue tele. Nei paesaggi densi di un realismo talvolta trasognato, Tommasi sembra escludere la presenza umana quasi che la stessa contribuisca ad intralciare quei silenziosi paesaggi agresti che si riflettono su specchi lacustri di fondo valle, e quelle note musicali appena accennate dalle tranquille fronde degli alberi che sempre chiudono le visioni bucoliche, biglietto da visita dell’artista. Di particolare qualità pittorica vediamo essere le sue nature morte, che ricordano frammenti di vita quotidiana anche in un semplice tavolo apparecchiato. Ancora una volta la luce sembra essere protagonista di composizioni armoniche accese, con diversi soggetti che pulsano di vita propria. Nello spirito pittorico di Tommasi si evidenzia la cura della descrizione mai fine a se stessa, in un dialogo coloristico pregno di quel pathos accattivante di forza poetica. Le numerose esposizioni avvallate sempre da altrettanti successi, confermano la serietà di un artista che al realismo dedica la propria professionalità. Si ispira al romanticismo la pittura di Roberto Tommasi per il prevalere della natura sull’uomo coinvolto soltanto per il suo stupore e la sua fragilità davanti allo spettacolo di un paesaggio incantevole e tenebroso. I suoi lavori evidenziano un tenue , velato uso del colore e una distribuzione studiatamente armonica dei volumi. Le sfumature da perla grigia, da verde invernale, da ocra giallo-bruno scivolano in una luce argentea e lattescente e compongono i paesaggi di acqua e terra, di alberi e di neve del basso veronese, del trentino e del trevigiano. Simili tonalità anche nelle vedute di Verona con riferimento alla piazza delle Erbe e al Teatro Romano. I gradini antichi e le mura di Santa Libera con un raccoglimento di stasi e di quiete stanno a guardare il passare dei secoli

(Vera Meneguzzo)

Roberto Tommasi, la pittura dal vero

Anche se copiate dal vero, come ad esempio la veduta di Lungadige Donatelli a Verona recentemente innevato, anche se a volte rispondenti alla realtà, come le altre vedute cittadine più classiche di ponte Pietra e di piazza Erbe, le immagini di Roberto Tommasi sono comunque calate in un tempo che non esiste più. Dove non intervenga direttamente la fantasia a ricreare situazioni paesistiche verosimili, scorci studiati le rendono prive di automobili e di antenne televisive, di cemento e condomini. E se già l’aurore interviene spesso a modificare la realtà vista dal vero, sembra di capire dalle sue stesse parole che la sua anima più vera lo porterebbe verso trasposizioni più surreali, verso elaborazioni formali più complesse. Qualcosa di simile a quando Roberto Tommasi realizza in qualche raro caso come “Effetto di neve in Lessinia” o nella veduta urbana sotto la pioggia e la nebbia, due dei suoi dipinti, a suo dire, preferiti. A volte i suoi omaggi all’ arte italiana dell’800 emergono palesi, ricostruendo in alcuni casi, come quelli citati, effetti luminosi preziosi. 

Roberto Tommasi, cantore delle bellezze naturali

Roberto Tommasi è un appassionato cantore delle bellezze naturali di cui è tanto ricca la sua terra. Maestro nell’uso del segno e del colore, forte di una costante partecipazione emotiva, realizza la fusione ideale fra una notevole abilità tecnica e lì intuizione artistica. Così che l’accuratezza dell’esecuzione pittorica diventa strumento per trasmettere un’alta carica di poesia. Tommasi è un artista che pure navigando a vista rispetto alle migliori tradizioni paesaggistiche, mai vi si confonde completamente, perché mantiene sempre un occhio di riguardo per molte delle innovazioni speculative in campo figurativo. Così, senza eclatanti affondi cromatici e tentazioni astrattisti che, cattura l’attenzione dell’osservatore in virtù della forte caratterizzazione dei suoi soggetti, siano essi ritratti, scorci paesaggistici o vedute molto vaste. Le sue opere per la varietà degli scenari che riproducono, suscitano tante sensazioni alterne che passano dall’esaltazione indotta dalla forza di una luce estiva, che glorifica i colori quasi a strapparli dalle ombre dei boschi; all’elegiaca tristezza delle tonalità autunnali od alle abbacinanti visioni di campagne innevate che brillano ai riflessi di un basso sole invernale. E l’Adige che sembra fuggire veloce e turbinoso come se volesse liberarsi dell’abbraccio selvaggio delle sponde minacciose. Vecchie case coloniche solitarie che si specchiano assieme agli alberi ed alle erbe palustri, nell’acque di gore stagnanti, e sembrano rabbrividire ai rigori invernali. Roberto Tommasi è un artista di larghe vedute, perché pur tenendo conto di molti dei criteri accademici compositivi, aspira ad orizzonti ben più ampi di una semplice riproduzione. Infatti riesce sempre a realizzare le immagini secondo l’impressione istantanea, sia essa triste o gioiosa, che prova quando capta il momento magico.

Ottavio Borghi

Roberto Tommasi e la campagna veneta

Roberto Tommasi ritrae la dolce campagna veneta, fissandone gli splendidi colori dei quali coglie le tante sfumature che preludono il mutare delle stagioni, trasformandole poi in sinfonia cromatica. Riesce a tradurre su tela le sensazioni che solo un animo di artista può captare, riproducendo scenari e visioni che fanno dimenticare all’osservatore la frenesia tecnicistica senz’anima della vita di oggi, costituisce così una preziosa riserva di immagini ad ampio respiro che possono ancora farci sognare. “Mattino d’inverno” è un’opera che trasmette una sensazione quasi tragica del freddo, con il suo cielo di cristallo e l’acqua increspata dalla tramontana che riflette le immagini degli arbusti intirizziti, alla luce di un sole malato. Il verde ed il grigio degli “Ulivi a Quinzano” alberi dal profilo ardito che sembrano scaturire dalla roccia, protesi verso l’alto come una sfida, sono quasi una esplorazione di vitalità e colore delle forze naturali. Tramonti esaltanti, casolari lontani dai contorni sfumati sullo sfondo di armoniose ondulazioni, costituiscono, sempre, per il “tocco” di Tommasi scenari permeati da un alone romantico e da una latente nostalgia. Quella di Tommasi è una pittura incisiva fortemente caratterizzante che riesce a conferire alle sue opere ad un tempo vita, spazialità, luce e verismo, senza mai sconfinare in una fredda riproduzione fotografica.

O. Borghi

Roberto Tommasi, luce e colore nelle sue tele

Roberto Tommasi, artista veronese, da’ forma alle sue tele attraverso l’uso diretto ed esclusivo del pennello; gli strati di colore non si distribuiscono sulla tela seguendo un disegno preparatorio. E’ lo stesso pennello che ad un tempo crea, compone ed accende cromaticamente il reale, un reale che viene ad essere fermato e ritratto “impressionisticamente”. Le pennellate sono rapide, ora tirate e stese sulla piatta superficie, ora vibrano nervosamente di pastosi grumi emergenti, ora si assottigliano unendosi in fiammeggianti filamenti. Le tele di Roberto Tommasi fissano un momento di luce e di colore, un frammento del mondo paesaggistico che quotidianamente ci accoglie. Il calore delle sue visioni dona a chi si pone come suo interlocutore piacevolissime sensazioni di freschezza e spontanea vitalità.

E. Bussola

Roberto Tommasi e il suo linguaggio pittorico

Con notevole libertà Roberto Tommasi risolve le tele nel suo consueto linguaggio pittorico dove consistenza materica e delicatezza di trapassi tonali si fondono nella lirica contemplazione del motivo paesaggistico. Nella bellissima tela “Neve in campagna” la pittura è caratterizzata da un robusto plasticismo del colore, finissima è poi la resa pittorica complessiva “Colline di Quinzano – Pioggia” appare molto rappresentativa dell’autore sia da un punto di vista tematico, sia per la fine esecuzione dell’impressionistica immagine della natura cara al pittore. In “Mattino d’inverno” la luminosità dell’ambiente scioglie l’impostazione della scena in un respiro lirico; magistrale è l’orchestrazione dei toni dall’osservazione amorosa del vero. “Vigneto” è un’eloquente prova dello stile rapido e corsivo del pittore che si dimostra abilissimo nella resa realistica del dato visivo. La delicatezza del tono generale del dipinto, i fini rapporti tra i verdi, bruni e gialli e l’impianto stesso dell’immagine, come molto spesso accade in Tommasi, appare memore del paesaggismo ottocentesco. “Dicembre a San Michele” è tipica veduta nella quale il pittore infonde quel senso di sommessa malinconia propria della sua produzione migliore…

A. Ferrari